A Genova e in Liguria il risparmio è un’abitudine prima ancora che una scelta finanziaria. Le famiglie liguri sono storicamente tra le più prudenti d’Italia: conti correnti pieni, liquidità abbondante e una sana diffidenza verso tutto ciò che “promette troppo”. Non a caso, due tra gli strumenti più usati dai nostri clienti in agenzia in via XX Settembre sono i Buoni Fruttiferi Postali (BFP) e le polizze vita a gestione separata. Sembrano simili: entrambi promettono capitale garantito, rendimento prevedibile, tranquillità. In realtà sono strumenti molto diversi, con vantaggi e limiti che vale la pena conoscere prima di firmare. Vediamoli insieme.

Pianificazione finanziaria a una scrivania: confronto tra Buoni Fruttiferi Postali e polizze vita a gestione separata per chi risparmia a Genova

Cosa sono i Buoni Fruttiferi Postali (BFP)

I Buoni Fruttiferi Postali sono titoli emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane. Sono uno strumento di risparmio storico, conosciuto da chi a Genova ha vissuto gli anni del libretto postale e del bollettino in via Dante. Il loro tratto distintivo è semplice: il capitale è garantito dallo Stato italiano, l’acquisto non ha commissioni e i rendimenti sono sempre noti in anticipo (fissi o predeterminati per scaglioni). La tassazione è agevolata al 12,5%, gli stessi titoli di Stato.

Ecco le principali tipologie in collocamento nella primavera 2026:

  • Buono Ordinario (durata 20 anni). Tassi fissi crescenti: 0,75% nei primi 4 anni, fino al 2,50% al ventesimo. Rendimento netto a scadenza intorno al 2,21% annuo.
  • Buono 3×4 con premio (serie TF012A260408). Durata 12 anni, tassi crescenti per triennio (1% al 3°, 1,5% al 6°, 2% al 9°, 2,5% al 12°) più un premio fedeltà del 6% riconosciuto solo arrivando a scadenza. Rendimento lordo a 12 anni: 2,87%.
  • Buono Rinnova 3×4 con premio. Disponibile dal 6 maggio 2026 per chi rimborsa buoni o depositi in scadenza. Rendimento effettivo annuo lordo a scadenza pari al 2,99%.
  • Buoni Dedicati (Minori, 4 anni Risparmio Semplice, ecc.). Varianti con scadenze e vincoli specifici, pensate per obiettivi mirati (regalo a un nipote, accantonamento breve).

Il vantaggio chiaro è la liquidabilità: si possono riscattare in ogni momento, ottenendo però gli interessi maturati solo al traguardo del triennio o anno previsto. Lo svantaggio è che il rendimento massimo si ottiene solo a scadenza: chi rimborsa prima rinuncia ai tassi più alti degli ultimi anni e al premio fedeltà.

Cosa sono le polizze vita a gestione separata (Ramo I)

Le polizze vita a gestione separata sono prodotti assicurativi del Ramo I. Quando si versa un premio, il capitale finisce in una gestione separata: un portafoglio dedicato della compagnia (BTP, obbligazioni, una piccola quota di azioni), giuridicamente separato dal resto del patrimonio aziendale. Ogni anno la gestione produce un rendimento lordo che, al netto del costo trattenuto dalla compagnia, viene consolidato sul capitale dell’assicurato: una volta acquisito, quel rendimento non si può più perdere.

Le gestioni separate hanno alcune caratteristiche tipiche, comuni a tutte le compagnie:

  • Capitale separato: il patrimonio della gestione non può essere aggredito dai creditori della compagnia.
  • Consolidamento annuo del rendimento: ogni anno il capitale rivalutato diventa il nuovo punto di partenza.
  • Garanzia di rendimento minimo: oggi spesso ridotta o azzerata per le nuove emissioni; in passato erano comuni minimi all’1%-1,5%.
  • Tassazione 12,5% sulla quota di rendimento derivante dai titoli di Stato; 26% sulla parte da obbligazioni corporate e azioni (l’aliquota media effettiva si attesta in genere intorno al 17-19%).
  • Caricamenti: differenza importante rispetto ai BFP. Possono andare da 1% a 5% sui versamenti, più eventuali costi di gestione annui.

Le principali gestioni separate sul mercato italiano

Praticamente ogni compagnia assicurativa italiana opera con una o più gestioni separate. Tra le più rilevanti per dimensioni e diffusione sul mercato — e i cui rendimenti vengono pubblicati periodicamente sui siti delle compagnie e in vigilanza IVASS — ci sono:

  • Unipol: gestioni separate Vitattiva, Previattiva Unipol, Pegaso, Fondicoll, oltre alle multi-gestioni utilizzate in Unipol Investimento Multigest.
  • Generali Italia: Gesav (la più storica e capiente, dal 1979, oltre 40 mld €; dal 1° luglio 2025 incorpora anche Euroforte RE, Gesav R.E. e Proteggo), Ri-Alto, Risparmio Sicuro.
  • Poste Vita: Posta Pensione (gestione separata di Postaprevidenza Valore), Postavalore Più, Posta Valore Solidità Più.
  • Allianz: Vitariv, VitaRisparmio, Allianz Vita Valore.
  • Intesa Sanpaolo Vita / Fideuram Vita: Base Sicura, Trendifondo.
  • Reale Mutua: Sinergia Reale, una delle gestioni storicamente più performanti.
  • Mediolanum Vita: Med 4, Med 3.
  • Cattolica (oggi Generali Italia): Cattolica Gestione Previdenza.
  • BNP Paribas Cardif: Capitalprevi, BNL Vita Più.
  • Helvetia: HelvITAValore, Helvetia Mantenimento.
  • Vera Vita, Italiana Assicurazioni, Sara Vita, Eurovita, Zurich, GamaLife: ognuna con la propria gestione interna.

I rendimenti effettivi 2024 (ultimi dati IVASS, novembre 2025)

Il Bollettino Statistico IVASS pubblicato il 24 novembre 2025 fotografa con precisione l’andamento delle gestioni separate italiane nel 2024:

  • Rendimento medio lordo realizzato: 2,8% (era 2,6% nel 2023).
  • Rendimento medio retrocesso agli assicurati (al netto del costo trattenuto dalla compagnia): 1,8% — cioè il 64,3% del rendimento lordo (in crescita dal 1,5% del 2023).
  • BTP 10 anni nello stesso periodo: 3,7% medio.
  • Patrimonio complessivo gestioni separate: 580,5 miliardi di euro, di cui 552,8 mld senza fondi utili e 27,7 mld con fondi utili.
  • I rendimenti lordi sono stati prodotti quasi interamente da cedole obbligazionarie (98,8%).

Il dato che salta agli occhi è il delta tra rendimento lordo e rendimento retrocesso: in media la compagnia trattiene circa il 36% del rendimento lordo, l’assicurato ne riceve il 64%. È il costo “invisibile” della gestione separata, da confrontare con il caricamento zero dei BFP.

Classifica delle gestioni più performanti nel 2024

Secondo la classifica Milano Finanza, queste sono le gestioni che hanno battuto la media di mercato e, in alcuni casi, anche il BTP decennale:

Gestione separataCompagniaRendimento lordo 2024
G SolutionGamaLife4,50%
Sinergia RealeReale Mutua4,30%
CapitalpreviBNP Paribas Cardif4,22%
Serie Speciale ex ItalprevideItaliana Assicurazioni (Reale Group)oltre 4%
Polizze Ramo I — media di mercatotutte le compagnie3,27%
VitattivaUnipol3,14% (rilevazione gen 2026)
GesavGenerali Italia~2,94% (gennaio 2024)
Posta PensionePoste Vita~2,0% atteso
Media generale IVASS 2024tutte le gestioni2,80% lordo — 1,80% retrocesso
BTP 10 anni 2024 (riferimento)Tesoro italiano3,70%

Tre considerazioni importanti che spesso non vengono dette al cliente:

  • La media di mercato del 2,80% lordo è quella che riguarda la maggioranza degli assicurati italiani, non il 4,5% di G Solution. Quando un consulente cita le “top performer”, sta mostrando l’eccezione, non la regola.
  • Il rendimento retrocesso (cioè quello che entra davvero nella vostra polizza) è in media 1,80%: questa è la cifra da confrontare onestamente con il 2,21% netto del Buono Ordinario 20 anni o con il 2,87% lordo del 3×4 con premio.
  • I primi dati 2025 indicano una crescita media di circa +20 punti base sul lordo: il trend è positivo, ma la differenza con i BFP resta sottile.

Confronto pratico: tabella riassuntiva

CaratteristicaBuono Fruttifero PostalePolizza vita a Gestione Separata
Emittente / garanteCassa Depositi e Prestiti (garanzia Stato italiano)Compagnia di assicurazione (vigilata IVASS)
Capitale garantitoSì, dallo StatoSì, dalla gestione separata + Fondo di Garanzia Polizze Vita fino a 100.000 €
Rendimento atteso 20262,5% – 2,99% lordo a scadenza, crescente nel tempo — netto 2,21% (Ord. 20 anni)Media 2024: 2,80% lordo / 1,80% retrocesso; top performer fino al 4,50% lordo (G Solution GamaLife)
Tassazione12,5% (titolo di Stato)12,5% sulla parte BTP, 26% sul resto (effettivo medio ~17-19%)
Costi di sottoscrizioneNessunoCaricamenti 1-5% sui versamenti + costi gestione
LiquidabilitàSempre, ma maturazione interessi a tappeRiscatto dopo 1 anno; spesso con penali nei primi anni
Beneficiari in caso di morteEredi legittimi/testamentari (asse ereditario)Beneficiari designati liberamente, fuori asse ereditario
Impignorabilità e insequestrabilitàNoSì (art. 1923 c.c.), salvi i casi previsti dalla legge
Copertura caso morteNoSì, spesso con maggiorazione su capitale o premio
Vantaggi successoriSoggetti a imposta di successioneEsenti da imposta di successione (Ramo I e III)

Cinque differenze che fanno la differenza

Se la tabella riassume i numeri, sono cinque le voci che cambiano davvero la sostanza tra un BFP e una polizza vita a gestione separata. Sono quelle che, in agenzia, ci troviamo a spiegare più spesso ai clienti genovesi.

1. La designazione dei beneficiari

Sul BFP, in caso di decesso, il capitale entra nell’asse ereditario e segue le regole del codice civile (eredi legittimi o testamentari). Sulla polizza vita, invece, l’assicurato può designare liberamente i beneficiari (anche persone fuori dalla famiglia: il convivente, un nipote, un’associazione) e il capitale viene loro liquidato direttamente, fuori dall’asse ereditario. Per famiglie ricomposte, conviventi, single con eredi lontani, questo è spesso un argomento decisivo.

2. L’impignorabilità e l’insequestrabilità

L’articolo 1923 del Codice Civile stabilisce che le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario di una polizza vita non sono pignorabili né sequestrabili (salvi i casi di legge). È una tutela importante per imprenditori, professionisti, liberi professionisti con P.IVA — categorie molto presenti a Genova tra ristorazione, commercio e servizi. I BFP, al contrario, sono pignorabili come qualsiasi altro investimento.

3. La copertura caso morte

Molte polizze vita a gestione separata includono, gratuitamente o con un piccolo costo, una maggiorazione in caso di decesso dell’assicurato: tipicamente lo 0,1% – 5% del capitale, talvolta con tetto. È una componente puramente assicurativa che il BFP non ha. Su importi importanti, fa la differenza per chi vuole proteggere il coniuge o i figli.

4. I costi (sì, ci sono)

Qui il BFP vince a mani basse: nessuna commissione di sottoscrizione, nessun costo di gestione, nessun caricamento. La polizza vita ha invece dei costi — un caricamento sul premio (in genere 1-3% sui prodotti più trasparenti, fino al 5% sui meno trasparenti) e a volte una spesa di gestione annua trattenuta dal rendimento lordo. Questi costi vanno conosciuti e confrontati. Una buona polizza con caricamento 1% e rendimento 3,5% lordo batte una mediocre con caricamento 5% e rendimento 2,8%. Il diavolo è nei dettagli — e il dettaglio è nel fascicolo informativo.

5. Il rendimento atteso e la sua dinamica

Sul BFP il rendimento è predeterminato: sai oggi cosa avrai tra 12 o 20 anni, salvo riscatto anticipato che ti fa perdere i tassi più alti. Sulla gestione separata il rendimento è variabile di anno in anno: dipende da come la compagnia gestisce il portafoglio. Negli anni dei tassi alti (2023-2025) le gestioni hanno reso più dei BFP; nei tre-quattro anni di tassi negativi (2017-2020) avevano reso meno. Sul medio-lungo periodo, mediamente, le gestioni separate migliori battono il BFP, ma non c’è garanzia che lo facciano sempre.

Il BFP è perfetto se vuoi semplicità assoluta, zero costi e rendimento garantito. La gestione separata vince quando contano impignorabilità, libertà di designazione dei beneficiari, vantaggi successori e l’upside di un rendimento variabile potenzialmente migliore.

Quando preferire i Buoni Postali

Da agente a Genova, suggerisco i BFP a chi si trova in queste situazioni:

  1. Risparmio del nipote o di un minore: BFP Minori, vincolato fino al 18° compleanno, è uno strumento elegante e privo di costi.
  2. Liquidità di emergenza che voglio in qualche modo “fruttare”: piccola somma da poter riscattare in qualsiasi momento senza penali, accettando di prendere meno se esco prima.
  3. Cliente molto avverso al rischio che vuole una garanzia statale “a tutto tondo”.
  4. Importi modesti (sotto i 10.000 euro) dove i caricamenti di una polizza inciderebbero in modo sproporzionato.
  5. Persone senza obiettivi successori particolari: famiglia tradizionale, eredi chiari, nessuna esigenza di tutela.

Quando preferire la polizza vita a gestione separata

La polizza vita a gestione separata, invece, è la scelta corretta in queste situazioni:

  1. Imprenditori, commercianti, professionisti con P.IVA che vogliono mettere al sicuro una parte dei risparmi dai rischi dell’attività (impignorabilità).
  2. Famiglie ricomposte, conviventi, single con eredi non automatici: la designazione libera dei beneficiari è un’arma successoria potentissima.
  3. Pianificazione successoria: le somme liquidate ai beneficiari non scontano imposta di successione (per Ramo I e III), un vantaggio rilevante su patrimoni medio-alti.
  4. Investimenti di medio-lungo termine (8-15 anni) di importo medio-alto (sopra i 30.000-50.000 euro), dove il caricamento si diluisce e il rendimento composto fa la differenza.
  5. Chi vuole anche una protezione caso morte integrata nello stesso prodotto, senza acquistare due polizze separate.
  6. Investitori che credono nella professionalità della compagnia e accettano un rendimento variabile in cambio di un potenziale superiore al BFP.

La nostra esperienza dall’agenzia di via XX Settembre

Nella pratica quotidiana, in agenzia — tra Via XX Settembre 23/1 in centro, la sede di Rivarolo in Val Polcevera e quella della Foce — raramente consigliamo di scegliere “solo BFP” o “solo polizza”. Quasi sempre la risposta giusta è un mix: i BFP per la quota liquidità-emergenza e per gli obiettivi semplici (nipote, viaggio, piccolo gruzzolo), la polizza vita per la quota di lungo periodo, la pianificazione successoria e le tutele aggiuntive. Per chi ha già una partita IVA o un’impresa, di solito il bilanciamento pende sulla polizza, proprio per la tutela dell’art. 1923 c.c.

Le offerte Unipol che proponiamo sui due fronti includono Unipol Investimento Multigest (polizza multiramo con più gestioni separate e quota assicurativa), Unipol Piano di Risparmio, e per chi cerca un puro accumulo con tutela successoria la Vita & Protezione. In ogni caso, la valutazione si fa sui numeri reali: rendimento atteso, caricamenti, durata coerente con l’orizzonte, esigenze successorie.

Una nota su tassazione e successione

Vale la pena ricordare alcune cose semplici ma spesso ignorate. Sui BFP la tassazione del 12,5% è applicata sul rendimento al momento del rimborso, senza imposta di bollo aggiuntiva per buoni cartacei (per i dematerializzati c’è il bollo dello 0,20% annuo sopra i 5.000 euro). Sulle polizze vita Ramo I la tassazione è mista (12,5% sulla parte BTP, 26% sul resto) ma viene applicata solo al momento del riscatto o della liquidazione, non anno per anno: questo permette il tax deferral, cioè un effetto di accumulo dei rendimenti netti più favorevole nel lungo periodo. Inoltre, in caso di morte dell’assicurato, il capitale liquidato ai beneficiari designati è esente da imposta di successione (art. 12 D.lgs. 346/1990) e, sulla parte di puro rendimento finanziario, esente anche da Irpef se la prestazione è caso morte.

Come capire qual è il prodotto giusto per te

Non c’è una risposta valida per tutti. La domanda non è “BFP o polizza?”, ma “qual è il mio obiettivo, qual è il mio orizzonte temporale, cosa devo proteggere, quali sono i miei costi accettabili?”. In agenzia, di solito procediamo così: raccogliamo i numeri reali (importi, durata, scopo), guardiamo la situazione familiare e professionale, simuliamo entrambi gli scenari su una proiezione realistica, e poi insieme decidiamo il mix. Mezz’ora di analisi vale spesso anni di rendita meglio impostata.

Se hai una somma da impiegare, un’eredità appena ricevuta, una liquidità ferma sul conto, o semplicemente stai pensando di rinnovare un BFP in scadenza e vuoi capire se la gestione separata Unipol potrebbe darti di più, passa a trovarci in Via XX Settembre 23/1, nel centro di Genova, a due passi da Piazza De Ferrari. Oppure chiamaci allo 010 572931: facciamo i conti veri sui due strumenti, senza forzare la mano in nessuna direzione.

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