Per chi vive a Genova e ogni anno si trova a leggere — spesso con un po’ di fatica — il rinnovo di una polizza, una lettera della compagnia o la risposta a una richiesta di rimborso, il report annuale dell’IVASS sui reclami è una di quelle cartine al tornasole che dicono molto più di quanto sembri. Lo ha pubblicato l’11 maggio 2026, in piena settimana di lavoro normale per la nostra agenzia in via XX Settembre, ed è il consueto rapporto sulla qualità del servizio offerto dalle imprese assicurative italiane ed estere operanti in Italia. Un documento che vale la pena leggere anche da Genova, perché aiuta a capire come si sta muovendo il rapporto tra clienti e compagnie nel Paese — e quindi, di riflesso, anche nella nostra città.

Consulente assicurativo che esamina con un cliente la documentazione di una polizza in agenzia: il report IVASS 2025 sui reclami fotografa il rapporto tra assicurati e compagnie

I numeri del 2025: 107.460 reclami, in calo del 5,4%

Partiamo dai dati complessivi, che già da soli raccontano un’Italia assicurativa più matura di quella di qualche anno fa. Nel 2025 le imprese di assicurazione operanti in Italia hanno ricevuto in totale 107.460 reclami da parte dei consumatori. Il numero è importante in valore assoluto, ma il segno della variazione è positivo: –5,4% rispetto al 2024. Tradotto in parole semplici, l’anno scorso i clienti italiani hanno protestato meno con le proprie compagnie.

Il dato però nasconde due velocità molto diverse. Da un lato, i reclami verso le imprese italiane sono diminuiti del –9,5%: un calo robusto, frutto di processi più rodati, customer service migliorati e una digitalizzazione che finalmente comincia a portare frutti. Dall’altro, i reclami verso le imprese estere operanti in Italia sono cresciuti del +15,3%, con un’impennata particolarmente marcata proprio nel comparto della RC auto. Un campanello d’allarme che IVASS richiama esplicitamente nelle conclusioni del rapporto.

Dove finiscono i reclami: RC auto la fa da padrone

La fotografia per ramo è quella che più interessa anche a chi vive in Liguria, perché ci dice dove si concentrano davvero i problemi tra clienti e compagnie. Ecco la suddivisione 2025:

RamoNumero reclamiPeso %
RC auto51.02547,5%
Altri rami danni (casa, infortuni, sanità, tutela legale)42.89439,9%
Rami vita (TCM, risparmio, previdenza)13.54112,6%
Totale107.460100%

La RC auto resta il primo motivo di contenzioso tra clienti e compagnie, da sola quasi metà dei reclami totali. Non è un caso: è il prodotto più diffuso (l’unico veramente obbligatorio per legge), è quello dove si concentrano sinistri e quindi richieste di rimborso, ed è quello con il maggior numero di passaggi (trasferimenti di classe, attestato di rischio, scatole nere, sospensioni, polizze familiari). A Genova, dove il parco circolante è corposo e il premio medio supera ancora i 667 euro, è anche il prodotto su cui il cliente tipo è più attento alla cifra in fattura e alla rapidità di risposta.

Quanti reclami vengono accolti? La fotografia degli esiti

Il dato più interessante per chi si chiede “ma se reclamo, mi danno ragione?” è quello relativo agli esiti dei reclami evasi nel 2025:

  • 29,8% accolti: circa un reclamo su tre si chiude dando ragione, in tutto o in parte, al cliente.
  • 8,2% chiusi con transazione: cliente e compagnia trovano un accordo intermedio.
  • 62% respinti: la compagnia ritiene di aver agito correttamente e non riconosce la pretesa.

Sommando accoglimenti e transazioni, parliamo del 38% dei reclami che si chiude con un esito favorevole — in parte o del tutto — per l’assicurato. Non è poco: significa che, quando una contestazione è fondata e ben argomentata, c’è una probabilità concreta di vedersi riconosciute le proprie ragioni. Soprattutto se si arriva al reclamo con la documentazione giusta in mano, senza affidarsi a un “sentito dire” o a un’impressione personale.

C’è poi un dato che racconta un’Italia assicurativa più veloce: il tempo medio di risposta da parte delle compagnie nel 2025 è stato di 21 giorni, meno della metà del limite massimo di 45 giorni previsto dalla normativa. Una buona notizia per chi, dopo aver inviato un reclamo, vorrebbe non restare con il fiato sospeso per due mesi.

Cosa significa per chi vive e assicura a Genova

Letti questi numeri, viene naturale chiedersi: dovrei preoccuparmi, da assicurato genovese? La risposta sincera è no, ma con qualche accortezza. La Liguria, e Genova in particolare, ha alcune caratteristiche specifiche che vale la pena tenere a mente quando si firma una polizza o si gestisce un sinistro:

  • Sinistrosità sopra la media nazionale: la nostra regione è storicamente tra quelle con la quota più alta di automobilisti che dichiarano un sinistro responsabile in un anno (oltre il 2% contro l’1,54% medio italiano). Significa più pratiche aperte, più perizie, più occasioni di contenzioso.
  • Premi medi RC auto più alti: a Genova il premio medio è di circa 667,70 euro (in calo del 3,72% rispetto al 2024 secondo gli ultimi rilevamenti), contro una media ligure di 614 euro e una media nazionale che si ferma poco sopra i 485 euro. Il valore in gioco al rinnovo, in altre parole, è più alto.
  • Età media del parco auto importante: tra carrozzerie, ricambi e tariffe orarie in crescita, anche piccoli sinistri possono trasformarsi in pratiche complesse.
  • Compagnie estere in espansione: i prezzi competitivi delle imprese estere attirano molti consumatori, ma proprio il +15,3% di reclami rilevato da IVASS suggerisce di valutare con attenzione la qualità del servizio post-vendita, non solo il prezzo della prima rata.

A Genova un sinistro su due dichiarato in regione passa per una pratica RC auto. Il prezzo della polizza è importante, ma a parità di cifra conta moltissimo chi ti gestisce il giorno in cui il sinistro arriva davvero.

I tre strumenti che hai per tutelarti

Una delle cose che il rapporto IVASS sottolinea con maggior forza è che oggi il consumatore italiano dispone di una catena di tutela articolata, spesso poco conosciuta. Per chi assicura una macchina, una casa o una vita a Genova, questi sono i tre strumenti da tenere sempre presenti, in ordine di gravità della contestazione:

  1. L’agente di fiducia. È sempre il primo livello: chi ti ha venduto la polizza conosce i tuoi dati, ha accesso ai sistemi della compagnia e può molto spesso risolvere la pratica con una telefonata o una mail interna, prima ancora che si arrivi a un reclamo formale. Da agenti Unipol, in Assicurazioni Zara, è quello che facciamo decine di volte al mese: non sempre la prima risposta della compagnia è quella definitiva.
  2. Il reclamo formale alla compagnia. Se l’agente non basta, ogni impresa ha un ufficio reclami dedicato. La compagnia deve rispondere entro 45 giorni (nel 2025 ha risposto in media in 21). Va inviato per iscritto, allegando documentazione, polizza, eventuali perizie e specificando con chiarezza ciò che si contesta.
  3. L’Arbitro Assicurativo IVASS. Dal 15 gennaio 2026 è pienamente operativo questo organismo, che permette di risolvere controversie fino a 25.000 euro in modalità digitale, con tempi di 90-180 giorni e un costo simbolico di 20 euro (rimborsabili in caso di vittoria). Si attiva quando il reclamo alla compagnia non ha avuto esito favorevole, e prima di adire l’Autorità Giudiziaria.

Una piccola annotazione: in caso di controversia, la sequenza è quasi sempre questa — agente, reclamo, Arbitro, eventualmente giudice ordinario. Saltarne uno (per esempio scrivere subito a IVASS senza aver mai inviato un reclamo formale alla compagnia) significa quasi sempre dilatare i tempi, non ridurli.

Le quattro cose che a Genova vediamo accadere più spesso

Se devo trarre, da agente, una lettura concreta dei dati IVASS 2025 calata sul nostro territorio, le situazioni in cui in agenzia, in via XX Settembre 23/1, ci troviamo a gestire più spesso le perplessità dei clienti genovesi sono quattro:

  1. Sinistro RC auto con percentuali di responsabilità contestate. Il classico “ho ragione io e ho ragione anche io” tipico degli incroci difficili del centro storico, della Sopraelevata o degli innesti su via XX Settembre. Qui contano la CAI digitale (lo abbiamo trattato in questo articolo) e una buona perizia.
  2. Attestato di rischio incompleto o errato. Dopo l’introduzione del nuovo attestato europeo (Regolamento IVASS 58, di cui parliamo qui), gli errori sono diminuiti molto, ma non sono spariti.
  3. Polizze sanitarie con clausole di rimborso poco chiare. Soprattutto su accertamenti diagnostici, day hospital e ticket: capita che il cliente abbia un’aspettativa di rimborso superiore a quanto previsto dal contratto.
  4. Polizze vita e investimenti con costi non chiari al momento della sottoscrizione. Qui ha aiutato molto il report EIOPA sulla direttiva IDD: più trasparenza ex ante, meno contenzioso ex post.

Cosa fare prima di firmare (e prima di reclamare)

Il messaggio che, da Genova, ci sentiamo di trarre dal rapporto IVASS è semplice: i numeri sono in miglioramento, le compagnie italiane stanno gestendo meglio il rapporto con il cliente, ma a fare la differenza resta sempre la qualità della consulenza prima della firma. Una polizza spiegata bene, con massimali corretti, garanzie capite davvero e un agente di riferimento raggiungibile, è quella che genera meno reclami. E che, quando un problema si presenta, lo risolve nel modo più rapido.

Se hai una polizza in scadenza, oppure stai gestendo un sinistro che ti lascia perplesso, oppure non sai con chiarezza cosa è e cosa non è coperto dalla tua copertura, passa a trovarci in Via XX Settembre 23/1, nel centro di Genova, a due passi da Piazza De Ferrari. Oppure chiamaci allo 010 572931. Mezz’ora di analisi insieme oggi vale, spesso, sei mesi di reclami evitati domani.

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