Verso sera, quando il sole scivola dietro la Lanterna e l’acqua del porto si tinge d’arancio, la Piazza delle Feste cambia odore. Arriva il cumino, poi la menta, poi il cardamomo; si mescolano alle voci — arabo, portoghese, wolof, ligure stretto — e a una musica che non sapresti dire da quale Paese venga. Sotto il tendone disegnato da Renzo Piano, all’ombra del Bigo, per dieci giorni Genova diventa il punto d’incontro di trentacinque mondi diversi. È il Suq, e per chi è cresciuto qui è uno degli appuntamenti più belli dell’estate.

Il Bigo e la Piazza delle Feste al Porto Antico di Genova, cuore del Suq Festival

Quest’anno il Suq Festival compie ventotto edizioni: dal 13 al 24 giugno 2026, di nuovo al Porto Antico, con il titolo «Attraversare i confini». Un’anteprima teatrale apre le danze il 13, poi undici giorni fitti di spettacoli, concerti, laboratori, incontri e, naturalmente, cucine del mondo servite tra le bancarelle affacciate sul mare.

Suq, in arabo, vuol dire mercato. Ma qui il mercato non è solo scambio di merci: è scambio di storie, di lingue, di sapori. Un bazar dei popoli nel cuore di una città che dal mare ha sempre vissuto.

Una storia nata in piazza Banchi

Il Suq nasce nel 1999, dall’idea di Carla Peirolero e Valentina Arcuri, due donne di teatro convinte che le culture, se messe nello stesso spazio, finiscano per parlarsi. Le prime edizioni si tennero sotto la Loggia della Mercanzia, in piazza Banchi, lì dove per secoli i genovesi avevano contrattato spezie e tessuti. Dal 2004 la festa si è trasferita alla Piazza delle Feste del Porto Antico, ed è cresciuta fino a diventare un piccolo punto di riferimento europeo: la Commissione europea l’ha citata tra le buone pratiche di dialogo tra culture.

Diretto ancora oggi da Carla Peirolero, il Suq è insieme festival e compagnia teatrale: prosa, danza e musica si intrecciano su temi interculturali, con un programma che ogni anno mette in scena prime nazionali e ospita artisti da ogni angolo del pianeta. Accanto al teatro restano il cuore popolare e l’anima gastronomica: il mercato dei popoli, gli spettacoli per i bambini, i laboratori, e quell’attenzione all’ambiente che da anni va sotto il nome di EcoSuq.

Genova, da sempre crocevia

C’è una ragione se una festa così ha messo radici proprio qui. Genova è nata guardando fuori: per mille anni le sue navi hanno toccato i porti del Mediterraneo e dell’Atlantico, portando a casa merci, parole, abitudini. Il dialetto stesso è pieno di prestiti, la cucina pure, i palazzi raccontano traffici lontani. Per una città così, accogliere il mondo per dieci giorni non è un esercizio di stile: è tornare, per un attimo, a essere quello che è sempre stata.

Ed è bello vederlo, il Porto Antico, riempirsi di famiglie, di ragazzi, di anziani curiosi che assaggiano un piatto mai sentito prima e poi si fermano ad ascoltare uno spettacolo seduti sui gradini, con il mare alle spalle. In quei momenti la città sembra più leggera, più aperta, più sua.

Il Suq ci ricorda una cosa semplice: i confini sono linee che gli uomini disegnano, ma il mare — e Genova lo sa — non ne ha mai voluti sapere.

Un appuntamento da non perdere

Se a giugno vi capita di passare dal Porto Antico verso sera, lasciatevi guidare dal profumo. Fermatevi davanti a una bancarella, scambiate due parole con chi cucina, prendete posto sotto il tendone e fatevi sorprendere da uno spettacolo in una lingua che non conoscete. Scoprirete che si capisce lo stesso, perché certe cose — una risata, una nostalgia, una festa — non hanno bisogno di traduzione.

Noi di Assicurazioni Zara lo aspettiamo ogni anno con un pizzico d’orgoglio. Perché il Suq è Genova nel suo abito migliore: curiosa, ospitale, affacciata sul mare e sul mondo. La nostra città di sempre, che continua ad attraversare i confini.

Innamorati di Genova, ogni giorno.

Assicurazioni Zara — dal 1976 al fianco dei genovesi e di chi sceglie di chiamare casa la nostra città.

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