Si è chiusa venerdì 31 luglio la consultazione pubblica di Antitrust e IVASS sull’RC auto: una notizia che a Genova, dove il premio medio supera i 434 euro contro i 423 della media nazionale, merita più attenzione che altrove. Le due Autorità hanno acceso i riflettori sui meccanismi che decidono quanto paghiamo ogni anno per assicurare l’auto: bonus-malus, risarcimento diretto, scatola nera, comparazione delle offerte. Parole che compaiono in ogni polizza ma che pochi sanno davvero spiegare. Proviamo a farlo qui, in modo semplice: perché capire questi meccanismi è il primo passo per usarli a proprio vantaggio.
Prima i fatti. A metà giugno l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’Antitrust) e l’IVASS, l’istituto che vigila sulle assicurazioni, hanno avviato insieme un’indagine conoscitiva sul mercato dell’RC auto, che nel 2025 ha raccolto premi per circa 13,5 miliardi di euro. Non è un processo alle compagnie: un’indagine conoscitiva è uno studio del mercato, per capire se le regole attuali garantiscono una concorrenza vera e prezzi equi. Con l’avvio dell’indagine è stata aperta anche una call for inputs, chiusa appunto il 31 luglio: imprese, associazioni di consumatori e operatori hanno inviato osservazioni che ora le Autorità analizzeranno. L’esito dirà se servono correttivi normativi.
Il risarcimento diretto, spiegato semplice
Il primo osservato speciale è il risarcimento diretto (lo trovi anche come «indennizzo diretto» o procedura CARD), in vigore dal 2007. L’idea è questa: se hai un incidente e non sei responsabile (o lo sei solo in parte), non devi rincorrere la compagnia di chi ti ha urtato. Presenti la richiesta di risarcimento alla tua assicurazione, che ti paga i danni e poi si rifarà su quella del responsabile attraverso un sistema di compensazioni a forfait.
La procedura si applica a condizioni precise: l’urto deve coinvolgere due veicoli a motore identificati, immatricolati e assicurati in Italia; copre i danni al veicolo e alle cose trasportate e le lesioni lievi del conducente (fino al 9% di invalidità permanente). Fuori da questi confini — tre o più veicoli responsabili, controparte estera, lesioni gravi — si torna alla procedura ordinaria verso la compagnia del responsabile. In entrambi i casi, il modulo di constatazione amichevole (CAI) compilato e firmato da entrambi i conducenti resta il modo migliore per accorciare i tempi.
Per l’automobilista il vantaggio è concreto: tempi più rapidi e un interlocutore che conosci — la tua agenzia — invece di un call center mai sentito prima. Perché allora l’Antitrust ci guarda dentro? Il punto sono i rimborsi forfettari tra compagnie: se una compagnia riceve un forfait fisso indipendentemente da quanto ha speso davvero per il sinistro, l’incentivo a gestire bene i costi potrebbe indebolirsi, e i costi finiscono nei premi di tutti. L’indagine servirà a capire se il meccanismo va messo a punto.
Scatola nera: lo sconto c’è, ma leggi le clausole
Secondo capitolo: la scatola nera, il dispositivo telematico che registra percorrenze, stile di guida e dinamica degli urti. In cambio dell’installazione la compagnia riconosce uno sconto sul premio, e in caso di sinistro contestato i dati registrati possono fare la differenza. In Italia è diffusissima, più che nel resto d’Europa.
Il rovescio della medaglia è quello su cui indagano le Autorità: la scatola nera può diventare un freno al cambio di compagnia. Il dispositivo è di proprietà dell’assicuratore, i dati raccolti non ti seguono se cambi, e tra vincoli contrattuali e costi di disinstallazione il passaggio a un’offerta migliore può risultare meno conveniente di quanto sembri. Il consiglio pratico: prima di accettare lo sconto telematico, chiedi cosa succede al dispositivo e allo sconto se disdici, e se sono previsti costi di rimozione. Sono tre domande che valgono quanto il preventivo.
Bonus-malus: i tuoi diritti non cambiano
Nel mirino c’è anche il sistema bonus-malus, di cui abbiamo parlato in una guida dedicata alla classe di merito. Qui basta ricordare l’essenziale: la classe di merito è tua, segue te e non la compagnia, e l’attestato di rischio — il documento elettronico che certifica la tua storia assicurativa — conserva validità per cinque anni dall’ultima scadenza. Cambiare assicuratore non ti fa perdere nulla di quanto hai costruito. Quello che le Autorità vogliono capire è se le classi interne di ciascuna compagnia, diverse dalla classe universale (CU), rendano le offerte difficili da confrontare davvero.
Cosa puoi fare oggi, senza aspettare l’esito
L’indagine durerà mesi; i tuoi margini di manovra invece sono già tutti disponibili. Primo: l’RC auto non ha tacito rinnovo, a ogni scadenza annuale sei libero di cambiare senza penali né disdette complicate. Secondo: esiste Preventivass, il preventivatore pubblico di IVASS e Ministero che confronta i prezzi del contratto base di tutte le compagnie — proprio la sua efficacia è tra i temi dell’indagine, ma resta un punto di partenza utile. Terzo: il prezzo non è tutto. Massimali, garanzie accessorie, franchigie e qualità della liquidazione sinistri fanno la differenza tra una polizza economica e una polizza giusta.
E qui torna il punto di partenza: in una città come Genova, dove i premi restano sopra la media nazionale, il confronto annuale non è un esercizio teorico — sono decine di euro l’anno, e la certezza di essere coperti bene quando serve. Farlo con un professionista che conosce il mercato locale, invece che da soli davanti a dieci schede tecniche, costa lo stesso: niente.
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