A Genova, dove i premi RC auto restano tra i più alti d’Italia, sempre più automobilisti si guardano intorno: secondo i dati ANIA il tasso di sostituzione della compagnia ha toccato il 18,88%, cioè quasi un guidatore su cinque cambia assicuratore. Non sorprende, visto che il premio medio nel quarto trimestre 2025 ha raggiunto i 481 euro (+3,6% in un anno). Cambiare, però, fa ancora paura a molti: “e se mi scopro non coperta?”, “perdo la mia classe?”. Sono timori comprensibili, ma quasi tutti infondati. Vediamo, passo per passo, come funziona davvero il cambio nel 2026.
Partiamo dal malinteso più diffuso, quello che blocca tante persone allo sportello.
Il tacito rinnovo non esiste più: la polizza scade e basta
Fino a una dozzina di anni fa la RC auto si rinnovava da sola: se non mandavi una disdetta per tempo, ti ritrovavi vincolato per un altro anno con la stessa compagnia. Quel meccanismo — il cosiddetto tacito rinnovo — è stato abolito per legge dal 1° gennaio 2013. Oggi la polizza auto cessa automaticamente alla scadenza: non devi inviare nessuna raccomandata, nessuna PEC, nessuna disdetta. Arrivi alla data di scadenza e sei libero. Se vuoi restare con la tua compagnia, rinnovi; se vuoi cambiare, stipuli semplicemente la nuova polizza con un’altra impresa. Tutto qui.
Cambiare assicurazione auto non è una pratica burocratica complicata: è lasciar scadere un contratto e firmarne un altro. La vera fatica sta nel confrontare bene le offerte, non nel disdire.
I due documenti che ti porti dietro
Quando cambi compagnia non riparti da zero: la tua storia di guida ti segue. A custodirla sono due elementi che conviene conoscere.
L’attestato di rischio
L’attestato di rischio (ATR) è la “cartella clinica” della tua assicurazione: racconta quanti anni sei stato assicurato e quanti sinistri hai causato negli ultimi cinque. Dal 2015 è dematerializzato: non è più un foglio da consegnare a mano, ma un documento elettronico che le compagnie consultano direttamente nella banca dati gestita da IVASS. In pratica, quando chiedi un preventivo a una nuova impresa, questa recupera da sola il tuo attestato. La vecchia compagnia, comunque, deve metterlo a tua disposizione almeno 30 giorni prima della scadenza: è il momento giusto per controllare che la tua posizione sia corretta prima di guardarti intorno.
La classe di merito universale
Dentro l’attestato c’è il dato che più ti interessa: la classe di merito, cioè la tua posizione nel sistema bonus-malus. Funziona così: ogni anno senza incidenti con colpa scendi di una classe (e in teoria paghi meno); ogni sinistro con colpa ti fa risalire (e paghi di più). Le classi vanno dalla 1ª, la più vantaggiosa, alla 18ª. Il punto chiave per chi cambia è questo: esiste una classe di merito universale (CU) riconosciuta da tutte le compagnie italiane. La nuova impresa è obbligata ad accettare la CU indicata nel tuo attestato: nessuno può “peggiorarti” la classe solo perché sei un cliente nuovo. La tua classe resta inoltre valida per cinque anni anche se per un periodo non possiedi un’auto: se vendi la macchina e ne ricompri una entro quel termine, riparti da dove avevi lasciato.
Come cambiare, passo per passo
Messi a fuoco i concetti, il percorso pratico è molto più semplice di quanto si pensi.
- Segna la data di scadenza della polizza attuale: è il giorno da cui sei libero di cambiare.
- Verifica il tuo attestato di rischio non appena la compagnia lo rende disponibile (30 giorni prima), controllando classe di merito e numero di sinistri.
- Confronta i preventivi guardando non solo il prezzo, ma cosa include la polizza (ne parliamo tra poco).
- Stipula la nuova polizza con decorrenza dal giorno successivo alla scadenza della vecchia: la nuova compagnia recuperà da sola il tuo attestato.
- Non devi fare altro: la vecchia polizza si spegne da sola, senza disdetta.
Il periodo di tolleranza dei 15 giorni
C’è una rete di sicurezza che pochi conoscono e che vale la pena spiegare. Se alla scadenza non hai ancora stipulato la nuova polizza, la vecchia compagnia è tenuta a garantirti la copertura per altri 15 giorni oltre la scadenza. È il cosiddetto periodo di tolleranza (o “comporto”): serve proprio a non lasciarti mai scoperto nel passaggio da una compagnia all’altra. Attenzione, però: è un cuscinetto di emergenza, non un’abitudine. Circolare senza una polizza attiva resta vietato, e quei 15 giorni la vecchia compagnia te li fattura. L’ideale resta far partire la nuova RC il giorno stesso in cui scade la precedente.
La legge Bersani: la classe “in famiglia”
Un’opportunità preziosa soprattutto per i più giovani, che altrimenti partirebbero dalla 14ª classe pagando cifre molto alte. La legge Bersani consente, quando si assicura un veicolo nuovo, di ereditare la classe di merito di un familiare convivente che possiede già un’auto nella stessa categoria. In concreto: un ragazzo che prende la prima macchina può partire dalla classe del padre o della madre, invece che dalla più penalizzante delle classi d’ingresso. È uno strumento del tutto legittimo, ma con regole precise (stesso nucleo, stessa tipologia di veicolo): vale la pena farsi guidare per usarlo bene.
Cosa NON perdere quando cambi
Ecco il punto su cui, da consulente, insisto di più. Il prezzo più basso non è sempre l’affare migliore, perché due polizze allo stesso prezzo possono coprire cose molto diverse. Prima di firmare, controlla sempre:
- I massimali della RC. Sono il tetto massimo che la compagnia paga ai danneggiati. Verifica che la nuova polizza non scenda sotto quelli a cui eri abituato.
- Le garanzie accessorie. Se nella vecchia polizza avevi furto, incendio, cristalli o assistenza, assicurati che ci siano anche nella nuova: il prezzo “civetta” spesso copre solo la RC nuda.
- Franchigie e scoperti. Sono la quota di danno che resta a tuo carico: un premio più basso a volte nasconde franchigie più alte.
- Le formule di guida. Guida libera, esperta o esclusiva cambiano il prezzo ma anche chi può mettersi al volante senza problemi in caso di sinistro.
Leggere queste voci da soli, nel documento informativo (il DIP), non è sempre immediato: è proprio qui che un agente sul territorio fa la differenza, traducendo le clausole in conseguenze concrete per la tua giornata.
Perché a Genova conviene confrontare
A Genova e in Liguria i premi RC auto restano storicamente sopra la media nazionale, complici il traffico, la densità urbana e una frequenza di piccoli sinistri elevata. Proprio per questo il confronto, qui, può valere parecchio: a parità di classe di merito e di garanzie, la differenza di premio tra una compagnia e l’altra può essere significativa. Cambiare in modo consapevole — senza inseguire solo il numero più piccolo, ma guardando l’insieme delle coperture — è oggi una delle poche leve davvero efficaci per tenere sotto controllo la spesa auto di una famiglia genovese.
Stai pensando di cambiare la RC della tua auto?
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