In agenzia, in Via XX Settembre a Genova, c’è una scena che si ripete quasi ogni giorno: qualcuno appoggia sul tavolo un plico di fogli e dice «non ci ho capito niente, mi dica lei se va bene». Quei fogli hanno un nome preciso — si chiamano set informativo — e non sono burocrazia da archiviare in un cassetto: sono il libretto di istruzioni del prodotto che stai comprando. La buona notizia è che, una volta capito com’è fatto, per leggerlo bastano cinque minuti.
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Che cos’è il set informativo (e quando devono dartelo)
Il set informativo è l’insieme dei documenti che l’intermediario è obbligato a consegnarti prima della sottoscrizione, non dopo. Lo prevedono i Regolamenti IVASS n. 40 e n. 41 del 2018, e non è una formalità a discrezione dell’agenzia: la consegna è un obbligo di legge, e può avvenire su carta, in formato digitale se accetti, oppure tramite pubblicazione sul sito della compagnia.
Nella versione oggi in uso il set comprende quattro pezzi:
- il MUP, il Modulo Unico Precontrattuale, che parla di chi ti sta vendendo la polizza;
- il DIP, il documento informativo precontrattuale, che riassume il prodotto in poche pagine standardizzate;
- il DIP Aggiuntivo, la versione estesa, dove stanno i numeri;
- le condizioni di assicurazione, cioè il contratto vero e proprio, quello che in caso di sinistro fa fede.
Per i prodotti di investimento assicurativi (gli IBIP: unit linked, multiramo e simili) si aggiunge il KID, il documento con scenari di rendimento e costi. Sembrano tanti. In realtà hanno una gerarchia molto chiara, ed è lì che sta il trucco per leggerli in fretta.
Il DIP: due pagine che valgono più di cinquanta
Il DIP è il documento più utile in assoluto per una ragione semplice: è standardizzato. Il formato è identico per tutte le compagnie, il che significa che due DIP di due imprese diverse si possono affiancare e confrontare riga per riga. Nei rami danni sta in due facciate; esistono versioni specifiche per la RC auto e per il ramo vita.
È costruito come una serie di domande, sempre le stesse e sempre nello stesso ordine: Che cosa è assicurato? Che cosa non è assicurato? Ci sono limiti di copertura? Dove vale la copertura? Che obblighi ho? Quando e come devo pagare? Quando comincia e quando finisce la copertura? Come posso disdire la polizza? Accanto alle voci trovi dei simboli: la spunta per ciò che è compreso, la croce per ciò che è escluso, il punto esclamativo per ciò che è coperto solo entro certi limiti.
Il consiglio pratico, quello che diamo a tutti i clienti che ci portano un preventivo di un’altra compagnia da confrontare, è controintuitivo: parti dal fondo. Leggi prima «Che cosa non è assicurato» e «Ci sono limiti di copertura?», poi torna su. La sezione «Che cosa è assicurato» è quella che ti fa dire di sì; le altre due sono quelle che poi ti fanno dormire la notte. Il punto esclamativo, in particolare, è il simbolo più sottovalutato di tutto il documento: segnala le garanzie che ci sono ma con un tetto, e quel tetto va sempre letto.
Il DIP Aggiuntivo: dove stanno i numeri veri
Se il DIP è la copertina, il DIP Aggiuntivo è il capitolo con le cifre. È più lungo, ed è il documento in cui trovi le informazioni che determinano quanto la polizza ti servirà davvero il giorno del sinistro: franchigie e scoperti, massimali e sublimiti, periodi di carenza, esclusioni analitiche, casi di rivalsa, costi e — nel ramo vita — il dettaglio delle spese che incidono sul rendimento.
Due voci meritano un’attenzione particolare, perché sono quelle che generano il maggior numero di discussioni a sinistro aperto. La prima è la coppia franchigia e scoperto: la parte di danno che resta comunque a tuo carico, in euro o in percentuale. La seconda è il periodo di carenza: i giorni che devono passare dalla firma prima che una garanzia diventi operativa, tipici delle polizze salute e vita. Sono due meccanismi perfettamente legittimi e scritti nero su bianco — il problema nasce solo quando nessuno li ha letti prima.
Il MUP: la novità che riguarda chi ti vende la polizza
Fino a poco tempo fa questa parte era spalmata su una pluralità di allegati diversi. Con il Provvedimento IVASS n. 147 del 2024 è stato introdotto il MUP, Modulo Unico Precontrattuale, operativo da giugno 2025, che sostituisce i vecchi allegati 3 e 4 del Regolamento IVASS 40/2018 e li accorpa in un unico documento. Ne esistono due versioni: una per i prodotti assicurativi ordinari e una per i prodotti d’investimento assicurativi.
Il MUP non parla del prodotto: parla di chi te lo sta proponendo. Ci trovi il nome dell’intermediario e la sezione del RUI — il registro IVASS — in cui è iscritto, per conto di quale impresa opera, come viene remunerato, se ha vincoli di esclusiva, e a chi puoi rivolgerti in caso di reclamo. Non è un dettaglio formale: sapere se davanti a te c’è un agente (che opera per una compagnia), un broker (che opera per incarico del cliente) o un collaboratore cambia il senso stesso della consulenza che stai ricevendo. La stessa riforma ha anche ridotto la frequenza di aggiornamento della documentazione, che non è più trimestrale salvo modifiche rilevanti.
Le sei domande da fare ai documenti
Se hai cinque minuti e non cinquanta, queste sono le sei domande a cui il set informativo deve saperti rispondere. Se anche una sola resta senza risposta chiara, chiedila a voce a chi ti sta proponendo la polizza — e pretendi che la risposta sia indicata nel documento.
- Che cosa NON è coperto? È la domanda che vale doppio: le esclusioni definiscono il prodotto più di qualsiasi elenco di garanzie.
- Quanto resta a mio carico? Franchigia, scoperto, eventuale minimo non indennizzabile: sono tre cose diverse e a volte convivono nella stessa garanzia.
- Fino a quanto paga? Massimale complessivo e, soprattutto, i sublimiti per singola garanzia, che spesso sono molto più bassi della cifra grande scritta in prima pagina.
- Da quando è davvero operativa? Data di decorrenza ed eventuali carenze.
- Quanto dura e come si disdice? Durata, tacito rinnovo o meno, termini per la disdetta, diritto di recesso.
- A chi mi rivolgo se non siamo d’accordo? Il percorso è sempre scritto: prima reclamo alla compagnia (che ha 45 giorni per rispondere), poi IVASS, poi l’Arbitro Assicurativo o il giudice.
Che cosa sta cambiando
La direzione è quella della semplificazione, e non è solo un auspicio. Oltre al MUP, l’IVASS ha avviato una revisione dei DIP per ridurre duplicazioni e alleggerire il linguaggio, e con il Provvedimento n. 169 del 15 gennaio 2026 ha modificato il Regolamento 41/2018 per inserire nei documenti precontrattuali una sezione dedicata all’oblio oncologico, in modo che chi ha superato una patologia tumorale trovi subito e in evidenza i propri diritti quando chiede una polizza. In audizione parlamentare, nella primavera del 2026, l’Istituto ha ribadito che la strada resta lunga: meno complessità, documenti più corti, linguaggio più comprensibile.
Nel frattempo, però, i documenti che ti vengono consegnati oggi sono quelli che contano oggi. E vale la pena spenderci qualche minuto.
Perché a Genova conviene leggerli davvero
Un numero aiuta a capire la posta in gioco. Secondo il rapporto IVASS sui reclami, nel 2025 le compagnie operanti in Italia ne hanno ricevuti 107.460, di cui quasi la metà nel ramo RC auto. Il dato più istruttivo, però, è un altro: circa il 62% viene respinto. Non perché le compagnie abbiano sempre ragione, ma perché una quota consistente di quei reclami nasce da un’aspettativa diversa da ciò che il contratto diceva già, in chiaro, nei documenti consegnati prima della firma.
A Genova la questione è particolarmente concreta sul fronte auto, dove il premio medio supera ancora i 667 euro e ogni voce del contratto ha un peso reale sul portafoglio. Ma vale allo stesso modo per la polizza casa di un appartamento nei carruggi, per una copertura salute o per la garanzia di un’attività commerciale in Val Polcevera: il momento in cui si decide come andrà a finire un sinistro non è il giorno del danno, è il giorno della firma.
Il set informativo, in fondo, è l’unico strumento che il legislatore ti mette in mano prima di impegnarti. Usarlo non richiede di diventare esperti: richiede solo di sapere dove guardare e di fare le domande giuste a chi ha il dovere di risponderti.
Hai un preventivo o una polizza e vuoi capire davvero che cosa copre?
Portaci il set informativo — anche di un’altra compagnia: lo leggiamo insieme, voce per voce, e ti diciamo che cosa è escluso, quali sono i limiti e dove ci sono franchigie o carenze. Passa in agenzia in Via XX Settembre 23/1, nel centro di Genova a due passi da Piazza De Ferrari, oppure chiama lo 010 572931.
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