Cinquantadue. Tanti erano i palazzi del primo elenco ufficiale che il Senato della Repubblica di Genova approvò l’8 novembre 1576. Non era una guida turistica ante litteram: era una lista di obblighi. Quelle dimore, fra le più sontuose della città, dovevano aprire le porte a re, ambasciatori e principi di passaggio — scelti, udite udite, per sorteggio.

Il centro storico di Genova visto dall'alto, il tessuto urbano in cui sorgono i Palazzi dei Rolli

Sembra una stranezza da manuale di storia, e invece è il segreto di uno dei luoghi più affascinanti d’Italia: un sistema che oggi, a vent’anni dal riconoscimento UNESCO, Genova celebra con orgoglio.

Una Repubblica senza reggia

Genova non aveva un palazzo reale. La Superba era una repubblica di mercanti e banchieri, non una corte, e quando un sovrano arrivava in visita di Stato mancava un luogo ufficiale dove accoglierlo. La soluzione fu geniale e tutta genovese: invece di costruire una reggia, lo Stato arruolò le residenze private. Le famiglie più potenti — Spinola, Grimaldi, Doria, Lomellini, Pallavicini — vennero iscritte in liste, i rolli, da cui i nomi venivano estratti a sorte dai bussolotti. A chi usciva toccavano l’onore e l’onere di ospitare.

Nel tempo gli elenchi crebbero fino a comprendere circa centocinquanta palazzi, suddivisi in tre categorie di prestigio: più era illustre l’ospite, più doveva essere magnifica la casa che lo accoglieva. Un sistema di accoglienza pubblica fatto interamente di case private: non era mai successo prima, e non sarebbe più successo altrove.

La strada più bella del mondo

Per ospitare con simile magnificenza serviva una scenografia all’altezza. Così, attorno al 1550, le grandi famiglie decisero di trasferirsi in una via costruita apposta: la Strada Nuova, l’odierna Via Garibaldi. In poco meno di due secoli vi sorsero tredici palazzi affiancati, con facciate affrescate, scaloni monumentali, cortili e logge aperte su giardini terrazzati. Nel 1837 Stendhal, che di bellezza se ne intendeva, la definì semplicemente «la via più bella del mondo». Bastano duecentocinquanta metri per dargli ragione.

I Rolli sono l’orgoglio di una città che non ha mai avuto bisogno di un re per essere magnifica: le bastavano i suoi mercanti, i suoi architetti e un’idea brillante.

2006-2026: vent'anni nella lista UNESCO

Il 13 luglio 2006 l’UNESCO iscrisse le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli — quarantadue dimore — nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Un riconoscimento che premiava non un singolo monumento, ma un modello urbano e sociale unico al mondo. Nel 2026 quel traguardo compie vent’anni, e Genova ha deciso di festeggiarlo in grande: un intero anno di mostre, restauri, eventi e aperture straordinarie, con i due appuntamenti dei Rolli Days a fare da cuore pulsante. E a febbraio, come ciliegina, il sito è stato eletto miglior destinazione UNESCO dell’anno dalla stampa turistica italiana.

Le porte che si aprono

Il bello dei Rolli è che, almeno per qualche giorno l’anno, tornano a fare ciò per cui erano nati: aprirsi. Durante i Rolli Days i portoni di palazzi pubblici e privati si spalancano, e giovani divulgatori accompagnano i visitatori tra affreschi, gallerie e quadrerie che di solito restano nascoste. È un’emozione strana e bellissima salire uno di quegli scaloni e pensare che, quattro secoli fa, lo stesso gesto lo compiva un ambasciatore appena sbarcato in porto.

Noi di Assicurazioni Zara, che a Genova lavoriamo ogni giorno, passiamo spesso davanti a quei portoni senza farci troppo caso. Eppure ogni tanto vale la pena alzare lo sguardo: dietro quelle facciate c’è la prova che questa città, da sempre, sa trasformare un problema in un capolavoro. Buon ventesimo compleanno, Rolli.

Innamorati di Genova, ogni giorno.

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